PREMIO CUOCORIC 2002
Il premio Cuocoric 2002 come
" Migliore Chef operante in Italia" è stato assegnato ad
Heinz Beck il 19/06/2003.

Per le indiscusse doti culinarie, per le grandi capacità di manager di cucina, per la sua perizia nell'insegnare la nobile arte della cucina, per aver pubblicato con successo libri di gastronomia che lo hanno insignito, poi nel 2003, del premio " Best Chef Book in the World " nell'importante manifestazione organizzata dalla GOURMAND INTERNATIONAL. Nel 2002 nessuno come lui ha proposto con semplicità abilità grande inventiva e perizia, ricette di grande pregio, elaborando con il suo inconfondibile stile piatti ispirati alla tradizione italiana, dando risalto ai sapori ed ai colori della cucina mediterranea. In sostanza uno Chef completo in ogni suo aspetto professionale, riuscendo più di ogni altro ad unire sapori e creatività con una eccellente tecnica.
HEINZ BECK
sito internet - www.heinzbeck.com
Intervista di Cuocoric a Heinz Beck
Arriva a Roma nell’agosto del 94 e ad ottobre inizia la sua avventura italiana nel ristorante “La Pergola” dell’Hotel Cavalieri Hilton. Inizia così la stagione romana di uno dei più grandi chef del mondo, che dopo aver ricevuto stelle e riconoscimenti nei ristoranti Europei ha deciso di portare la sua professionalità in Italia, a Roma per iniziare una stagione che gli ha già dato e continua a dargli grandi soddisfazioni. Quello che lo ha spinto a cambiare, venendo a Roma, è essenzialmente riassunto in una sola parola, la curiosità. Sì, la sua grande curiosità di trovare creando in questo territorio uno stile di cucina che lambisse la tradizione culinaria italiana, dandole una sua interpretazione magistrale. Ma è sempre l’elemento curiosità che gli ha fatto scegliere i giovani. Infatti, come lui dice, questi sono stimolati dalla curiosità e quindi dediti alla novità e alla ricerca. Beck, anche lui ancora giovane, ha infatti creato attorno a sé un gruppo di giovani professionisti attenti e collaborativi che si trovano a meraviglia sulla sua stessa lunghezza d’onda. Nella sua cucina nulla è lasciato al caso e non esiste improvvisazione, i suoi piatti sono frutto di una ricerca attenta e minuziosa. Solo dopo circa 10 esperimenti di nuovi piatti, peraltro sempre tutti ben riusciti, lui ne aggiunge uno al suo grande menù. Ma il suo grande amore per l’Italia è nato assieme alla possibilità di poter avere a disposizione prodotti freschi e importanti come le erbe, la grande quantità di verdure, il pesce fresco e l’olio extravergine d’oliva. Ha una predilezione per le nostre erbe che usa con armonia e buon gusto tra le quali predilige basilico, cerfoglio, timo, dragoncello e rosmarino. Le verdure fresche ed i sapori dell’orto sono sempre nelle sue composizioni culinarie. Per la sua clientela, sempre serale, preferisce il pesce per la sua leggerezza, ma non disdegna le carni che tratta con altrettanta maestria. Ma l’elemento che forse più di tutti ha dato un tocco innovativo nella sua cucina italiana è rappresentato dall’olio extravergine di oliva, con il quale accarezza ed insaporisce le sue preparazioni da sogno. La freschezza di questi ingredienti, la loro semplicità di impiego, la leggerezza, l’accurata preparazione eseguita con cotture brevi e delicate, hanno fatto di questo grande chef il numero uno a Roma e uno dei primi in Europa e al mondo. Ed è proprio parlando di leggerezza e delicatezza che gli chiedo quale fosse il piatto che più lo ha appagato. Mi risponde senza esitare: il fiore di zucca in pastella con uova di quaglia e caviale. In questa ricetta solare c’è l’anima di questo grande chef che, unendo prodotti freschi e diversi fra loro, conditi con la sua indiscutibile bravura ci propone una perla culinaria che sublima tutti gli ingredienti non facendone prevalere alcuno. Beck è sempre pronto a valorizzare i suoi collaboratori che rispetta ma dai quali vuole sempre il massimo. E’ sempre riconoscente verso chi gli ha dato la possibilità di crescere professionalmente, menzionandomi più volte Heinz Winkler suo maestro, dal quale ha appreso molto. E’ proprio grazie a questo chef che Beck ha appreso le tecniche migliori ed ha avuto la possibilità di andarsi a guadagnare le sue prime stelle. Una sua dote importante è quella di non tenersi tutto per sé ma di collaborare con gli altri chef, per dare un contributo al miglioramento del gusto dell’alta ristorazione. E’ questo un segno di sicurezza e di grande classe come chef e come uomo. Ma parlando del rapporto di Beck con il vino dobbiamo assolutamente dire quanta importanza dà alla sua cantina. Cantina che come obiettivo primario mise a punto con il suo sommelier al suo arrivo a La Pergola. Qui si trovano vini italiani in prevalenza ma anche francesi e provenienti da tutto il mondo. Il suo interesse e la ricerca in questo campo sono sempre in crescendo. Ma quando gli chiedo quale è il vino che preferisce, senza esitazioni mi risponde: Brunello di Montalcino Poggio all'Oro di Villa Banfi tra i rossi e, tra i bianchi, il Campanaro dei Feudi di San Gregorio.Termino la mia intervista con uno dei più grandi chef del mondo avendo trascorso senza accorgermene circa due ore, attratto da quest’uomo di grande carisma e personalità. Mi auguro rimanga sempre nel suo grande ristorante romano e quindi in Italia anche perché lui, tedesco, ha sposato un' italiana, Teresa Maltese di Palermo: aspetto che lo rende sempre più contento e legato alla nostra Italia.